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Immagini dalla presentazione romana

Su Dagospia le foto di Umberto Pizzi che raccontano la presentazione di “L’Ultima Notizia” alla Stampa Estera a Roma:

La piattaforma italiana

Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia, ha annunciato che la sua società a Natale avrà pronta per gli editori una piattaforma di distribuzione dei contenuti editoriali in formato digitale che si propone di mettere ordine nel caos che regna in questo settore, soprattutto dal punto di vista degli standard. Qui sotto trovate l’articolo già uscito nella sezione Tecnologia di LaStampa.it, con più dettagli.

Mi limito qui a rilanciare la cosa non solo e non tanto per un motivo "egoistico": per fare il suo annuncio, Bernabè ha scelto la presentazione a Roma del libro L’Ultima Notizia, che ho scritto con Massimo Gaggi, perché riteneva che un dibattito sui temi del libro fosse esattamente lo scenario giusto per lanciare la sua iniziativa. La rilancio invece perché occorrerà tenere d’occhio questo progetto di Telecom, che si presenta come un’innovazione a livello globale. La piattaforma "italiana" potrebbe rivelarsi una novità a livello globale. Vedremo…

Da LaStampa.it

E’ in arrivo l’e-book italiano
ROMA
Franco Bernabè, annuncia l’arrivo sul nostro mercato di una «piattaforma di distribuzione di contenuti editoriali in formato elettronico» che punterà su un sistema standard per superare le difficoltà di un mercato oggi caratterizzato da «una situazione estremamente confusa» per le diverse piattaforme e le diverse soluzioni tecnologiche in campo.

Telecom Italia, aggiunge l’amministratore delegato, ha «avviato il progetto» per lanciare «una piattaforma di distribuzione, di billing, anche commerciale, che consentirà di avere un e-reader in un sistema standardizzato per Natale», con «condizioni estremamente vantaggiose per editori ed autori».

Bernabè ci scommette: «Io credo che questo e-reader avrà un grande successo», dice annunciando il progetto alla presentazione del libro L’ultima notizia, di Massimo Gaggi e Marco Bardazzi, edito da Rizzoli, che analizza le sfide della rivoluzione tecnologica per il mercato dell’informazione. Telecom Italia punta quindi ad «offrire a tutti gli editori in tempo per la campagna di natale» una piattaforma di distribuzione e commercializzazione di contenuti in formato elettronico. Così, dice Bernabè, «vogliamo essere partner degli editori per la distribuzione e la gestione dei pagamenti di contenuti». La parola d’ordine è «standard», un canale di distribuzione e fruizione che possa essere «finalmente efficiente» e standardizzato, offerto «a tutti gli editori» superando quella che sulla scena internazionale è invece «una grande confusione».

«Vedo che molti editori si stanno muovendo, stanno capendo che la logica della standardizzazione è premiante», dice l’ad di Telecom che garantisce un rapporto con gli editori che non sarà assolutamente prevaricante. I lettori di contenuti in formato elettronico, a partire da libri e giornali, potranno accedere ad una biblioteca elettronica dove fare scelte, sullo stesso schermo portatile, un e-book dove poi poter leggere il contenuto acquistato, contando su tecnologie di ultima generazione. Bernabè ha accennato alla tecnologia di Qualcomm che consente di lanciare sul mercato i primi e-reader a colori mantenendo la necessaria caratteristica di avere «schermi a forte contrasto per poter leggere anche controluce, o in spiaggia sotto il sole».

Quanto al futuro delle notizie in Rete, e del sistema dei micropagamenti che potrebbe rappresentare il futuro di giornali online e siti di informazione, Bernabè ha una ricetta chiara: «Non si può far pagare una notizia un euro. L’utente non capirebbe perchè deve pagare lo stesso prezzo di un quotidiano in edicola, che di notizie ne contiene centinaia. Una notizia va fatta pagare un centesimo, o anche mezzo: così si apre un mercato, i volumi aumentano».

Analizzando poi un mondo che cambia sulla spinta delle nuove tecnologie non è poi mancata qualche stoccata al colosso Google: «Un fenomeno di concentrazione monopolista di grande rilevanza economica», dice Bernabè, che sottolinea anche come la selezione di informazioni veicolate dal motore di ricerca avviene con meccanismi sui quali «cominciano ad esserci dubbi di trasparenza e neutralità». È un successo imprenditoriale frutto di un lavoro che va riconosciuto, aggiunge, ma che ha anche potuto contare su «condizioni competitive molto vantaggiose rispetto a tutti gli altri concorrenti», muovendosi «al di fuori del contesto regolatorio che vincola tutti gli altri», superando le frontiere fisiche nel mondo globale di Internet. Così Google lavora in Europa «con forti ricavi» ma poi, dice Bernabè, «in Europa resta poco quanto a creazione di ricchezza e occupazione».

Mercoledì a Roma

Siete tutti invitati alla presentazione di L’Ultima Notizia
(Ore 18.00, Sala Stampa Estera, Via dell’Umilta 83/C – RSVP: eventi.rizzoli@rcs.it – 06.84484337)

Starring (oltre ai soliti Gaggi e Bardazzi):

Franco Bernabè, amministratore delegato Telecom Italia

Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera

Rachel Donadio, corrispondente da Roma del New York Times

Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura

Tanti “monogami” per le news online

La sovrabbondanza di informazione disponibile sul web fa pensare che di questi tempi prevalga la "promiscuità", tra coloro che cercano le notizie online: la tendenza cioè a saltare da un sito di news all’altro, rimbalzando di link in link, senza troppa fedeltà a una sola fonte. Una ricerca del centro studi americano Pew Research Center racconta invece una storia un po’ diversa.  Il 35% della gente che va online, ha un sito preferito per le notizie, e il 21% è praticamente "monogamo", attaccato cioè a una sola fonte. Il New York Times, nel riportare la notizia, parla di "appena il 21%" di monogamia: a me francamente non sembra poco.

Anche chi si diletta nella promiscuità informativa, non è che abbia abitudini folli: il 57% del campione sondato per lo studio del Pew’s Project for Excellence in Journalism si tiene aggiornato su un minimo di due e un massimo di 5 siti di news. Sono cifre in linea con quelle emerse in studi di questi anni negli Usa sull’utilizzo della televisione: anche chi ha centinaia di canali a disposizione, alla fine dimostra di essere affezionato a quattro o cinque, non di più.

Il Pew Center, analizzando dati provenienti da Nielsen, ha inoltre scoperto che a fronte della mole di siti web di notizie a disposizione negli Stati Uniti (migliaia e migliaia), l’80% del traffico sul web americano riguarda un numero relativamente esiguo di siti giornalistici: 199.

La Top 100 di Internet

La BBC ha creato un’interessante versione grafica interattiva della classifica della Nielsen (disponibile qui, in un file Excel), dei 100 siti che nel mondo creano il maggior traffico su Internet.
I colossi sono ovviamente i soliti megaportali con motore di ricerca (che ormai è anche difficile definire tali, perché sono tante cose): Google, Yahoo, Msn e via dicendo.

Ma è interessante notare la larga fetta di traffico sulla Rete che passa sui siti delle news.

Il gruppo Fox (Murdoch) fa la parte del leone, con 93 milioni di visitatori unici complessivi nel mese di gennaio 2010. CNN, CBS e BBC hanno a loro volta numeri importanti, così come il sito del New York Times, che si conferma il primo tra i quotidiani "tradizionali" in termini di traffico sul proprio sito web.
 

Al bar, ragionando sul futuro dell’informazione

Qualche giorno fa Fabio Chiusi mi ha invitato a fare una chiaccherata a vasto raggio su dove vanno il giornalismo e la comunicazione, partendo da L’Ultima Notizia. Ne abbiamo discusso a lungo, seduti al tavolino di un bar milanese.

Ho sepolto il povero Fabio sotto una valanga di parole, ma è riuscito in qualche modo a metterle in ordine in ben due interviste: una su FareFuturo webmagazine, incentrata soprattutto sui media tradizionali, e una sul suo blog, mirata più al ruolo dei social network.

New York Software Times

Dal blog di Luca De Biase:

Il New York Times assume 12 ingegneri del software e web designer più un social media marketing manager. Il titolo di una di queste nuove posizioni è Creative Technologist. Venturebeat. L’editore del New York Times sta facendo il suo mestiere.

L’informazione in versione “premium”

Prende sempre più piede, e non solo negli Usa, la tendenza ad affiancare all’informazione gratuita online dei grandi siti di news, una serie di versioni premium a pagamento dedicate ad approfondimenti e a contenuti speciali non disponibili altrove. A unirsi al gruppo è il quotidiano spagnolo El Mundo, il cui sito web si vanta di essere quello con il maggior traffico al mondo per le news in spagnolo.

Il giornale ha appena lanciato El Mundo en Orbyt, un servizio speciale a pagamento disponibile su web, sugli smartphone e presto anche sulla tavoletta iPad, e che andrà ad affiancare il sito Internet "tradizionale". Quest’ultimo continuerà a fornire informazione gratuita, ma in una versione sintetica. Chi cerca approfondimenti, analisi, materiale d’archivio, chiavi di lettura ulteriori e tutto ciò che può essere considerato premium, lo troverà nel nuovo servizio, a 14.99 euro al mese (60 centesimi al giorno).

Ecco un bel video che spiega il nuovo servizio:

Il futuro rivoluzionario dell’editoria

Dal blog di Giuseppe Granieri (di cui segnalo anche questo intervento sul futuro dei libri):

«La transizione dell’industria libraria dal prodotto stampato e distribuito in libreria ai file digitali» scrive la New York Review of Books, «è un cambiamento storico che trasformerà radicalmente il mondo editoriale in ogni parte del pianeta. Ma trasformerà anche tutte le culture».
L’articolo, un must read, si intitola Publishing: The Revolutionary Future. Della trasformazione del libro da prodotto a contenuto abbiamo parlato ieri nella rubrica (Reinventare il libro), e oggi trovo un post di Matt Legend Gemmel che aggiunge un punto di vista da sviluppatore di applicazioni: iPad Application Design e un commento di Craig Morgan su eBook Newser: “Realness” and the Promise of iPad.

Ancora una volta, siete tutti invitati

A Roma, il 17 marzo (è necessario registrarsi: RSVP: eventi.rizzoli@rcs.it – 06/84484337)

Pubblicità: Tutti leggono L’Ultima Notizia…

(Foto di Franco Cavassi per Dagospia)

Enrico Letta

Piergaetano Marchetti

Paolo Bonaiuti

Voglia di ibrido

"Ibrido" sembra essere la parola magica del momento. Al Salone dell’Auto di Ginevra, le case automobilistiche di tutto il mondo hanno fatto a gara a presentare modelli ibridi o ad annunciarne l’arrivo. Ma anche nel mondo del giornalismo e, più in generale, nel settore della comunicazione e dei contenuti online, soprattutto negli Usa di questi tempi non si fa che parlare di ibridi.

Gli editori, alla ricerca di nuovi modelli di business che non vincolino la vita dei giornali alla sola pubblicità, si stanno dimostrando aperti a valutare soluzioni di ogni genere, dalle news a pagamento ai modelli "freemium" (una base di informazioni gratis, e un sistema "premium" a pagamento per gli approfondimenti). A una conferenza dei media nei giorni scorsi a New York, la parola "ibrido" circolava come se si parlasse di motori ecologici, invece che di quotidiani. L’idea di fondo è che occorre la massima flessibilità per unire molteplici fonti di finanziamento dell’informazione, passando agilmente da una modalità all’altra, incluso il "tutto gratis". Anche i siti di informazione online di maggior successo, come Huffington Post, sono in un momento di piena sperimentazione, inventando alleanze interessanti con società che traggono profitti dal…non-profit.

Uno scenario che spinge l’editore del New York Times, Arthur Sulzberger Jr., ad affermare pubblicamente che il giornale cartaceo "resterà una parte importante della nostra strategia di lungo termine". Una frase nella quale colpisce soprattutto la sottolineatura "una parte".

Domani, per chi si alza presto…

(ANSA) – ROMA, 2 MAR – Il futuro del giornalismo ai tempi dei nuovi media. La veicolazione delle notizie attraverso blog e social network sta cambiando la professione del giornalista? Ne discuteranno domani a ’Omnibus’, alle 7.45 su La7, i giornalisti Massimo Gaggi e Marco Bardazzi, autori del libro L’ultima notizia, il blogger Diego Bianchi, in arte Zoro, l’editore e spin doctor Claudio Velardi, Riccardo Luna, direttore di Wired Italia e Alessandro Gilioli dell’Espresso.(ANSA).

La presentazione di L’Ultima Notizia a Milano

Oggi a Milano

Alle 17 la presentazione di “L’Ultima Notizia” nella Sala Buzzati del Corriere della Sera.